Blog | 27 dicembre 2017 | Fabio Ciarla

Cincinnato, a Cori si festeggiano i 70 anni di una cooperativa in forte sviluppo

L’anno millenovecentoquarantasette il giorno tredici del mese di giugno, sono comparsi i signori agricoltori…”, questa è la frase che potete trovare sulle etichette della Cincinnato di Cori e con queste parole inizia l’atto costitutivo della stessa, che in questi ultimi giorni del 2017 si avvia a concludere dunque i festeggiamenti per i 70 anni di vita. Ne è passata di acqua sotto i ponti, anzi di vino nelle vasche da quel giorno, e mai come ora Cincinnato sembra essere in grande sviluppo, con tanti progetti in fase di definizione. Il tutto in un clima di incredibile cordialità e solidità, come ha dimostrato il recente rinnovo del Consiglio Direttivo che ha premiato gli attuali amministratori, confermando la voglia di continuità con quanto fatto finora.

D’altronde i numeri, la riconoscibilità e gli attestati di stima sono tutti a favore del lavoro svolto fino ad oggi. Il progetto, chiaro e senza passi indietro, di puntare sui vitigni autoctoni ha reso la cooperativa di Cori un esempio unico che in molti vorrebbero copiare. Solo nell’ultimo anno la crescita di produzione ha superato il 10%, con un milione circa di bottiglie prodotte. Ma non finisce qui la voglia di sviluppo di Cincinnato, che ha già in bottiglia dal 2015 la novità di prodotto per il prossimo Vinitaly, ovvero il Metodo Classico da uve bellone in purezza, che affiancherà il già noto e apprezzato metodo charmat. Un ulteriore passo in avanti, o in alto se preferite, sulla strada che porta la realtà corese a primeggiare in ricerca e qualità.

L’aumento di produzione, siamo a circa 550 ettari coltivati distribuiti su 130 soci, ha seguito anche l’ampliamento della rete commerciale, estesa ormai su 19 Paesi in tutto il Mondo. I primi quattro per quantità sono Giappone, Stati Uniti, Olanda e Canada mentre i nuovi mercati aperti quest’anno sono Lituania e Lussemburgo.

Ma non va sottovalutata la crescita in termini di riconoscibilità, in questo senso il progetto sviluppato negli ultimi venti anni sta portando tutti i suoi frutti, i consumatori conoscono Cincinnato e ri-conoscono la sua capacità di offrire vini dall’ottimo rapporto qualità-prezzo. Una connessione resa in modo grafico anche dal rinnovo dell’immagine aziendale, con le nuove etichette e le nuove bottiglie, che hanno fatto fare davvero un balzo alla cooperativa. Infine gli attestati di stima e di qualità, se da una parte è stata premiata anche l’accoglienza con l’agriturismo in via Stoza (Cori), dall’altra sono arrivati nell’ultimo anno anche punteggi e giudizi importanti da oltre oceano. In particolare le recensioni di Vinous (Galloni – D’Agata) e Jancis Robinson, ovvero due tra le realtà più famose e influenti della critica vinicola internazionale.

Il futuro di Cincinnato? Sicuramente roseo viste le premesse, ma anche più biologico secondo alcune anticipazioni sui prossimi progetti della Cooperativa, che continua a stupire per concretezza e a confermare come quei 10 “signori agricoltori” che la fondarono tutto sommato ci avevano visto lungo…

PS: In foto il brindisi per i 70 anni nell’agriturismo di via Stoza

 

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