Rubriche | 13 Gennaio 2021 | Roma&Dintorni

Poggio Borgoni, sbarca a Roma il vino dei Vescovi di Firenze

Chiesa e nobiltà sono la storia dei vigneti di Poggio Borgoni, nel Chianti Classico infatti la famiglia milanese dei Borromeo prese possesso e unì i propri possedimenti a quelli dei Vescovi di Firenze, tra questi proprio la tenuta di San Casciano in Val di Pesa dove oggi sorgono una cantina, un relais e l’Osteria del Poggio. Da secoli dunque queste terre danno vino di ottima qualità, per questo nel 1999 su consiglio di un “amico” speciale come Giacomo Tachis, Paolo Salvini ha acquistato la tenuta. Fino a quel momento l’impegno esclusivo della famiglia era l’abbigliamento per bambini, oggi invece Paolo supervisiona tutte le attività della tenuta e in particolare cura l’aspetto commerciale, la moglie Anna Maria è l’anima artistica del gruppo e ha disegnato il logo dell’azienda le etichette dei vini e dell’olio, il figlio Francesco si occupa dell’accoglienza e del ristorante oltre ad aiutare in cantina e in vigna quando serve, infine la figlia Eleonora è impegnata nella parte commerciale estera. A completare la squadra ci sono i “tecnici”, ovvero l’enologo Elisabetta Barbieri, che di Tachis è stata allieva, l’agronomo Fabio Burroni e il cantiniere Piero, vera memoria storica della zona. Senza dimenticare il simpatico cane bassotto Fosco!

Nei sei ettari vitati dell’azienda sono protagonisti solo due vitigni, Sangiovese e Merlot, dai quali nascono tre vini, tutti fermentati in vasche di cemento e i due Docg affinati in legno (barrique di rovere, 18 mesi il Chianti Classico e 24 mesi la Riserva): Poggio Borgoni IGT Toscana Rosso, Curva del Vescovo Chianti Classico Docg e Borromeo Chianti Classico Docg Riserva. Circa 60 mila bottiglie l’anno, oltre ad una produzione di olio extravergine di oliva e grappa destinata solo agli amici, ai clienti storici della cantina e agli ospiti del relais o dell’osteria. Una tenuta tipicamente toscana, con una parte dedicata al bosco e una vista spettacolare sulle colline della zona, a due passi da Firenze.

Vini che si stanno facendo apprezzare e che l’azienda, dopo i primi anni nei quali si è deciso di sviluppare soprattutto il mercato estero, sta cominciando a far scoprire anche in Italia. È di questi giorni una nuova e puntuale collocazione per i vini Poggio Borgoni nella Capitale, parliamo del ristorante “Cambio” di Trastevere, luogo molto amato dagli appassionati gourmet che ha organizzato una degustazione dei vini di Poggio Borgoni. Certo il momento è critico per tutti, ma si tratta pur sempre di un segnale concretamente ottimistico. Si lavora, con difficoltà, per non cedere all’apatia di una situazione che ormai si trascina da quasi un anno. Chi fa vino, chi lavora la terra, di solito non si spaventa per tempi così brevi. Per far crescere una pianta, per portarla a dare frutti utili alla vendemmia – nel caso della vite – gli anni sono ben più di uno, però di certo nessuno può permettersi ancora a lungo questa stasi economica. A maggior ragione, dunque, l’invito per gli appassionati è quello di premiare le aziende che si stanno dando da fare, che mettono in campo energie e idee nuove partendo da basi solide.

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