Collaborazioni | 15 Settembre 2011 | Fabio Ciarla

Il nostro vino è sempre più “Internazionale”, la cosa ci fa paura?

Prima ho scritto il pezzo e poi ho riflettuto su quanto sta accadendo e la domanda che mi sono posto è forse più interessante del pezzo stesso.
Parlo della nota per l’agenzia Primapress che potete leggere qui dal titolo “VINO, DALLA CINA A MONTALCINO PRODOTTO INTERNAZIONALE PER DEFINIZIONE”.
Vi riassumo in poche fatti salienti l’argomento di partenza:
– nella vendemmia italiana ci sono al lavoro persone provenienti da 4 continenti diversi per un totale di 53 nazionalità (stima Coldiretti)
– Decanter ultimamente ha premiato come miglior “taglio bordolese” un vino proveniente dalla Cina, il “Jia Bei Lan 2009” della cantina He Lan Quing Xue (nomi difficili ma cominciamo a farci l’abitudine)
– ancora Cina, questa volta però per l’acquisto di vigneti pregiati nella regione del Bordeaux mentre imprenditori storici francesi impiantano vigne proprio nella terra della Grande Muraglia

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