Blog | 1 Ottobre 2015 | Fabio Ciarla

Fiorano For Kids, un successo facile ma non scontato

“I bimbi che curano i bimbi” è lo slogan della Bio*Sagra organizzata per domenica 27 settembre alla Fattoria di Fiorano da Alessia Antinori

Fiorano For Kids è un’iniziativa di beneficienza di grande livello, che parte dalla Fattoria di Fiorano in via di Fioranello e arriva al Bambin Gesù. Roma è al centro ma tutto intorno c’è molto altro, ci sono le culture di tanti chef di diversa provenienza ma soprattutto c’è, alle spalle, un nome che da questo punto di vista è una garanzia: Antinori. Sì, proprio i toscani Antinori, quelli del vino, che hanno ereditato la fattoria dal mitico principe di Venosa Alberico Boncompagni Ludovisi, la cui figlia sposò Piero, matrimonio dal quale sono nate Albiera, Allegra e Alessia, proprio quest’ultima dopo un inizio in compagnia delle sorelle ha preso le redini dell’intera proprietà. Un posto meraviglioso, di fianco all’Appia antica e in un agro romano ancora piuttosto brullo e integro. Via di Fioranello è, in realtà, un budello insinuato tra clivi di rara bellezza che arriva fino ai rimessaggi di materiali edili o imballaggi, collega la moderna via Appia e l’Ardeatina, una scorciatoia insomma per chi vuole evitare un tratto di Raccordo Anulare solitamente molto intasato. Ed è proprio qui che domenica 27 settembre si sono raccolte migliaia di persone alla ricerca di natura, buon cibo e – appunto – spinte anche dalla voglia di aiutare il Bambin Gesù. Il pay-off della Bio Sagra, alla sua seconda edizione, era “I bimbi che curano i bimbi… questo è il nostro sogno ma abbiamo bisogno di voi” e collega l’evento con il Dipartimento di Scienze Neurologiche dell’Ospedale Pediatrico più importante di Roma. L’obiettivo è finanziare ogni anno un ricercatore (il cui costo è di 24.000 euro) che punterà la propria ricerca sul ruolo terapeutico di alcune diete nella cura dell’epilessia infantile. La prima edizione della Fiorano For Kids nel 2014 centrò il risultato e raccolse una cifra di poco superiore a quanto necessario, speriamo che la 2015 (davvero molto partecipata) eguagli e superi quella precedente. Pensando appunto alla capacità organizzativa, di contatti ed economica della famiglia Antinori si può certo pensare ad una facilità nel progettare una cosa del genere. Bene, sono d’accordo, è più facile ma non è corretto darlo per scontato.

Raccontato l’evento ora vi racconto l’esperienza, con moglie e figlia di due anni. Complice una giornata un po’ particolare per l’umore della piccola l’inizio è stato più promettente e godurioso per i due adulti, con assaggi di rara bontà ai banchetti degli chef coinvolti nell’iniziativa, tra maritozzi con crema di broccolo e salsiccia, panzanella con melanzane e maccarello, panini con salsa dolce allo yoghurt e palamita (palàmita) e, in sostanza, una scelta davvero da leccarsi i baffi. Superato il blocco iniziale, e mangiata una mozzarella intera!, anche la piccola del trio ha cominciato a darsi da fare tra le balle di fieno, saltando e scivolando, e sulla splendida giostrina d’epoca della tenuta. Purtroppo gli adulti non le avevano prenotato nessuno dei laboratori creativi previsti o il giro in pony per il battesimo della sella quindi…spazio alla creatività. Passeggiate tra orti ben coltivati e animali da cortile, almeno un tempo si chiamavano così, tante belle facce e tantissimi bambini. Insomma i bimbi che curano i bimbi sembra sia diventato realtà un’altra volta, e siamo contenti di averne fatto parte anche noi.

 

Postilla

Parlando di Fiorano un blog come Enoagricola non può certo dimenticare la storia del posto e del nome. Per gli amanti di vino rappresenta infatti un luogo quasi mitologico, il Fiorano Bianco e il Fiorano Rosso prodotti negli anni 70 e 80 dal principe Alberico sono rimasti negli annali come qualcosa di unico, per il Lazio, e strepitoso a livello nazionale. Vini citati e apprezzati da Veronelli, conduzione biologica quando ancora non si sapeva esattamente di cosa si parlasse e scelte innovative come, ad esempio, le uve Semillon (semiglion). Fortunato chi li ha assaggiati insomma, anche perché quei vecchi vigneti furono estirpati per volere di Alberico quando fu costretto a ritirarsi a Roma, mentre ora le proprietà sono divise tra la Tenuta di Fiorano del principe AlessandroJacopo Boncompagni Ludovisi e, appunto, la Fattoria di Fiorano di Alessia Antinori.

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