Blog | 22 Maggio 2015 | Fabio Ciarla

Castelli Romani protagonisti per un giorno, anzi due

Parlando della nostra famiglia spesso insistiamo sulla critica, ma in fondo è perché vogliamo bene a tutti i suoi componenti, uno ad uno. Dev’essere un po’ quello che mi succede quando parlo del mondo del vino dei Castelli Romani, sottolineo sempre le mancanze e sorvolo sulle cose positive. Anche nel titolo di questo post, in fondo, sono stato volutamente sarcastico perché sì, faccio diventare la nostra zona protagonista, ma specifico anche che la cosa dura solo un giorno o due. L’idea di fondo è che sottolineare gli aspetti critici possa servire a superarli e migliorare la qualità per il futuro, però spesso si passa per disfattisti.

I fatti sono quelli già raccontati su altri spazi, ovvero la manifestazione Borgo DiVino organizzata a Nemi da Castelli Experience per il fine settimana 9-10 maggio e la presentazione del libro “A cena con babette” dei toscani Pellicci e Bianciardi che si è tenuta sabato 9 maggio a Frascati. Due eventi diversi ma capaci di convogliare attenzione e visitatori, soprattutto di rimettere al centro i vini e il territorio dei Castelli Romani.

Partiamo da Borgo DiVino, evento alla prima uscita ma che si può dire riuscito. Per comodità vado con la forma elenco e comincio con le cose che mi sono piaciute: possibilità di vendita diretta per le aziende, economicità del ticket (8 euro / 10 cantine + degustazioni guidate su prenotazione), scelta di un partner tecnico autorevole (nello specifico la Delegazione di Roma e Castelli Romani della Fisar), età media molto bassa degli organizzatori, volontà di migliorare e, infine, mi è piaciuta molto come sempre…Nemi!

Le cose che non mi sono piaciute: scarsa attenzione ai dettagli (per esempio la temperatura dei vini), poca partecipazione di alcune aziende, mancato rispetto del programma, contenuti ancora limitati e in forma statica.

Per la presentazione del libro “A cena con Babette” scritto da Lorenzo Bianciardi e Giovanni Pellicci l’analisi è più tradizionale, visto anche il coinvolgimento del sottoscritto come parte attiva dell’evento. A condurre, egregiamente, la giornalista Alice Lupi che ha saputo far mettere in luce agli autori gli aspetti più interessanti e divertenti del libro che abbina a ogni film, tutti inerenti comunque la gastronomia, un piatto e un vino.

In entrambi gli eventi era presente e ben rappresentato il Consorzio di Tutela della Denominazione Frascati Doc-Docg, lo stesso che nell’ultima vendemmia ha esultato per un aumento dei prezzi delle uve e che in questi giorni è nel mirino di chi critica, e non riesce a farsene una ragione (in quest’ultima categoria rientro anche io), la deroga in base alla quale enormi quantità di vino Frascati saranno imbottigliate fuori zona, ovvero a Orvieto.

Insomma anche quando il nostro mondo, il vino dei Castelli Romani con tutti i suoi pregi e difetti, fa un passo avanti bisogna sempre contarne anche un paio indietro. Sarà per questo che ancora non riusciamo ad uscire dal guado?

In conclusione c’è da migliorare, e non poco, ma ci sono anche bellissimi esempi positivi. Per esempio, riguardo a Borgo DiVino, credo che i produttori che dovessero aver snobbato l’evento ora si stiano mangiando le mani. Chi ha deciso di esserci e partecipare davvero è stato ricompensato oltre le aspettative, con visibilità e vendite, che di questi tempi fanno sempre comodo. Con questi presupposti quindi, e voglio lasciarmi concludere con un po’ di ottimismo, Borgo DiVino si candida a diventare un momento importante di promozione per il vino dei Castelli Romani.

 

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