Rubriche | 17 gennaio 2018 | Roma&Dintorni

Roma Golosa, buona la prima al Guido Reni District

Un po’ in ritardo ma ci siamo, è ora di raccontare la prima edizione di Roma Golosa, l’appuntamento enogastronomico organizzato dal Gastronauta Davide Paolini nella capitale dal 2 al 4 dicembre. Sede dell’evento, aperto per tre giorni e dedicato in particolare al mondo della distribuzione, il Guido Reni District, spazio grande e decisamente adatto a manifestazioni di questo tipo, situato di fronte al Museo MAXXI in via Guido Reni appunto (zona Flaminio).

I vecchi spazi di quella che era una grande caserma sono congeniali a dividere gli eventi e, all’interno dello stesso appuntamento, a separare le varie attività. Mentre in un’area ci sono le mostre (Lego e Dinosauri in quel periodo) nell’area di Roma Golosa abbiamo trovato le panchine e i camioncini degli street food all’esterno, mentre all’interno si snodava il percorso con i vari espositori, incontrando anche una sala per gli show cooking, l’area bimbi, un ristorante e, infine, un altro spazio per presentazioni e convegni. Un bel circo per gli appassionati, ricco di tantissime specialità tra le quali sicuramente non era il vino, con tutto il rispetto, a farla da padrone. C’era il salmone e c’erano le ostriche (tutto in degustazione e/o da acquistare per consumare in loco), i salumi e il pane, le mozzarelle di bufala e – visto che eravamo in periodo – i panettoni artigianali. La qualità dell’offerta era alta, così come disponibilità degli espositori, per quanto fosse l’ultimo giorno di evento. Di seguito qualche piccola considerazione su prodotti/eventi specifici di un progetto che speriamo prenda piede e si ripeta anche l’anno prossimo.


 

LAVAZZA e gli Slow Coffee

Nello spazio convegni mezz’ora di conoscenza sui sistemi di estrazione alternativi all’espresso, in particolare quelli da infusione, scoprendo le differenze in termini di presenza di caffeina e sulle varie caffettiere utilizzabili. Un tempo giusto, con 3 degustazioni specifiche, molto ricco di spunti e in linea con il progetto.
😊

 

Il panettone d’oro

Bello e buono, assaggiato nella versione classica e nelle due più elaborate il panettone artigianale non si può saltare. Anzi, va portato a casa, magari nella confezione in vetro che poi magari uno la riutilizza. Quanto viene? 13 Euro. Be’ ci si può stare, piccolino ma quando lo tiro fuori da lì immagino sia qualcosa di più… preso! Poi, a casa, vado a vedere il peso netto e mi accorgo che si tratta di 200 grammi di panettone, che facendo i calcoli significa 65 Euro al kg. E che è, oro?!

 

Il toscano che va in Sicilia e riesce a vendere anche l’acqua di pomodoro

“Se stiamo insieme, ci sarà un perché…” così fa la canzone e a volte viene da chiedersi qual è il perché che lega le regioni italiane, spesso così diverse. Bene, il caso PachinEat è sintomatico del perché gli italiani, se stanno insieme, possono sfondare. Al banchetto mi presento, loro si presentano. Accento toscano, la famiglia arriva da Pisa ma opera a Pachino, in Sicilia. Dopo un periodo di studio si accorgono che quella terra e quel clima sono così perfetti da poter dare molto di più dei soli pomodorini, pur così famosi. Ecco quindi le “polveri” (di cipolla, d’arancio ecc.), le passate, i pomodorini in barattolo e secchi, i capperi e… poi c’è lei, la più migliore assai di tutti: l’acqua dei pomodori dal nome meraviglioso di “Eau De PachinEat”! Bella, in bottiglietta, saporita, buona per i cocktail e per la cucina. A qualche euro ogni bottiglina o barattolino, mica bruscolini. Insomma ci voleva un toscano per dimostrare che, con capacità e lavoro duro ovviamente, si può vendere anche l’acqua dei pomodori. Roba che le nostre nonne la buttano nel lavandino quando aprono i barattoli, altro che bitcoin.
😊

 

I TricchiTracchi Pistacchi e Mandorle di Siciliatentazioni

Non è un gioco di parole ma uno dei dolci più buoni e stuzzicanti che abbia mai mangiato. Non ho potuto evitarli, sono come le madeleine per Proust e mi ricordano gli anni di lavoro al Salone Nautico di Genova, quando un grande imprenditore siciliano con un porto in costruzione ne metteva sempre un piattino a disposizione dei visitatori… Be’, ora sono a casa mia (finché dura la scorta)! Anche grazie allo sconto, non richiesto, applicato dal simpatico figlio dei proprietari.
😊

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