| 31 maggio 2018 | Fabio Ciarla

Perano – Frescobaldi, un Chianti Classico d’altura grazie a un anfiteatro naturale

Era per noi un buco nero, passavamo ma senza fermarci. Abbiamo aspettato tanto, ma volevamo entrare dalla porta principale”. Le parole sono di Lamberto Frescobaldi, Presidente dell’omonimo gruppo, e il “buco nero” era il Chianti Classico, per certi versi l’unico territorio storico toscano nel quale l’azienda non era presente fino, appunto, ad oggi.

Il battesimo della Tenuta Perano situata principalmente nel Comune di Gaiole in Chianti, 250 ettari totali di cui 52 di vigne atte a produrre Chianti Classico appunto, è avvenuto lo scorso 10 aprile a Milano, nell’affascinante Museo della Scienza, con tutti i vertici aziendali. “La scelta di Milano – ha detto Giovanni Geddes da Filicaja, AD del Gruppo Frescobaldi – è legata al particolare momento che sta vivendo questa città, è infatti il simbolo di un nuovo Rinascimento dell’Italia, come Firenze lo fu nel 400”.

La storia della Tenuta Perano tuttavia non è delle più lineari, l’acquisto finale è arrivato con un’asta e dopo circa tre anni di conduzione in affitto, rinnovati di anno in anno. Un percorso a ostacoli, che deriva da una proprietà, quella precedente, che ha avuto diversi problemi legali pur avendo dotato l’azienda di tutte le migliori tecnologie in campo e in cantina. L’arrivo di Frescobaldi in Chianti Classico passa dunque da qui, pur essendo state queste vigne già “attenzionate” in passato: “La prima volta andò a Perano mio padre, – ha raccontato Lamberto Frescobaldierano gli anni Ottanta e all’epoca la tenuta era parte di una proprietà più grande della famiglia Strozzi e comprendeva anche Castello di Meleto, non era per noi in quel momento. Nel 1992 tornammo a vederla, ma era un momento difficile e non se ne fece nulla, nel 2008 altro approccio ma con una richiesta economica esagerata. Alla fine ci siamo decisi a investire, con molti timori, prendendola in affitto nel 2014 con contratti annuali, arrivando poi all’acquisto definitivo all’asta negli ultimi mesi. Ci crediamo così tanto che per Tenuta Perano sarà il primo vino ad avere in etichetta lo stemma di famiglia e vi produrremo solo Chianti Classico”.

 

A complicare le cose, se non bastassero le vicissitudini finanziarie e legali, ci si era messo in passato anche il fattore altitudine, come ha spiegato l’enologo di casa Frescobaldi Niccolò D’Afflitto: “Sono cresciuto nel Chianti Classico, dal 1991 sono in Frescobaldi e da allora avremo visitato 20 o 30 aziende per approdare in questo magnifico territorio ma alla fine in ognuna c’era qualcosa che non andava, spesso a livello pedoclimatico. Anche Perano non mi convinceva del tutto, siamo a 500 metri sul livello del mare e pensavo fosse troppo alto con la conseguenza di avere dei Sangiovese troppo esili, ma non avevo considerato l’effetto anfiteatro”. L’anfiteatro è la disposizione delle vigne della Tenuta, un palcoscenico naturale che riesce quindi a stemperare l’altitudine con una grande luminosità e una certa concentrazione del calore. Un Chianti Classico che unisce quindi la finezza olfattiva dell’alta collina e la struttura dovuta alla perfetta maturazione delle uve, coltivate su terreni con buon contenuto in scheletro e forti pendenze.

A Milano sono state presentate le prime due etichette dell’azienda, Tenuta Perano Chianti Classico 2015 e Tenuta Perano Chianti Classico Riserva 2015, visto che l’annata 2014 non era ancora all’altezza di essere imbottigliata. I vini sono disponibili sul mercato da aprile 2018 mentre nel 2019 si aggiungerà la Gran Selezione, da singolo vigneto. Tenuta Perano va ad aggiungersi alle altre sette tenute Frescobaldi in Toscana (Castello Pomino, Castello Nipozzano, Tenuta Castiglioni, Tenuta Castelgiocondo, Tenuta Ammiraglia, Remole, Laudemio) e alla tenuta Attems sul Collio.

 

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