Blog | 12 Ottobre 2015 | Fabio Ciarla

Grecia, tutti i colori e i sapori del vino di Dioniso (con Fisar Viterbo)

Splendida degustazione organizzata alla Rocca dei Papi di Montefiascone dalla Fisar Viterbo con la collaborazione di Hellenikà e la partecipazione di Carlo Zucchetti

Pare che Dioniso fosse un po’ un “imbucato” dell’Olimpo, sarà per questo che in Grecia la coltivazione del vino dopo i fasti dell’antichità è diventata in un certo senso un po’ figlia di un dio minore e non sfruttata al massimo delle possibilità, come invece nelle vicine Italia e Francia per capirci. In realtà il viaggio alla scoperta delle produzioni enologiche elleniche può rappresentare un’esperienza di grande interesse, non fosse altro perché qui la vite è passata nel suo spostamento dall’Asia verso occidente, e perché qui insistono climi e condizioni produttive molto diverse, che arricchiscono la variabilità dei prodotti.

Occasione per la scoperta della Grecia enoica è stata la degustazione “Antiche uve autoctone per nuovi simposi”, organizzata dalla Fisar di Viterbo nella splendida Rocca dei Papi di Montefiascone sabato 3 ottobre, grazie all’esperienza e alla selezione di Ellenikà, società che distribuisce vini greci in Italia con sede a Roma, guidata da Costas Linardos. Sei i vini preparati per interpretare l’enologia greca di oggi, passando per tipologie storiche come la Retsina e arrivando alle innovazioni, per esempio con le produzioni naturali. Ma sono stati soprattutto i territori a parlare, da nord a sud, con i climi continentali e freddi della Macedonia fino al sole torrido dell’isola di Santorini. I vitigni autoctoni, e sono quasi 300 in Grecia quelli classificati ufficialmente, hanno parlato tramite i vini presentati uno per uno da Linardos durante la serata trasmettendo appunto tutto lo spettro delle possibilità di una produzione vinicola di grande fascino. Un bell’evento organizzato dalla Delegazione Fisar Viterbo guidata da Cristina Baglioni, che ha coinvolto anche Claudio Della Porta, docente Fisar, e il giornalista Carlo Zucchetti, che ha arricchito la discussione con interventi e domande molto interessanti. Ma questa volta lascio parlare soprattutto i vini, per ognuno cercherò di far emergere le caratteristiche e le possibilità principali, pur sapendo che ovviamente è solo un piccolo accenno di una grande varietà da riscoprire.

 

Amalia Brut – Methode Traditionelle

Azienda: Tselepos – Vitigno: Moschofilero –  Zona: Peloponneso centrale

Caratteristiche: Vino spumante prodotto con Metodo Classico

Il Moschofilero è un vitigno a bacca rossa ma dallo scarsissimo potere colorante, lavorazione quindi in bianco ma non sarebbe esatto definire questo metodo classico un “blanc de noir”. Ma Moschofilero significa soprattutto “amante dei profumi” e infatti al naso, pur essendo un rifermentato in bottiglia, il varietale sovrasta i lieviti e la crosta di pane. In bocca è forse più dolce di un brut, ma piacevole grazie ad una buona acidità. Una interpretazione interessante di uno champenoise insomma.

 

Retsina

Azienda: Tetramythos – Vitigno: Roditis –  Zona: Peloponneso settentrionale

Caratteristiche: vino “naturale” resinato, il 50% è vinificato in anfora

Il Retsina, croce e delizia dei vini greci, è reinterpretato da Tetramythos aggiungendo al mito tecniche naturali, anfora e fermentazioni spontanee, oltre ad usare resina di pino “biologica”. Il risultato è un vino che, nella sua particolarità, è comunque bevibile e piacevole, con un naso ovviamente balsamico ma non fastidioso.

 

Santorini 2014

Azienda: Sigalas – Vitigno: Assyrtiko – Zona: Isola di Santorini

Caratteristiche: prodotto da vigneti di piede franco

Il caldo del vulcano e della latitudine si ritrova tutto in questo vino corposo ma sapido, denso ma fresco, come solo i vini che nascono da territori vulcanici sanno fare. In questa isola il problema principale è proteggere le uve dal troppo sole, risultato raggiungo con una potatura eccezionale che forma, con i tralci, una specie di cesto per ogni vite. Viti a piede franco per un prodotto di alta qualità, anche fuori dall’ambiente ellenico, molto persistente.

 

Naousa 2011

Azienda: Karidà – Vitigno: Xinomavro – Zona: Macedonia

Siamo a nord, quasi a confine con la Bulgaria, e il clima è ben diverso dal resto della Grecia. Anche i vitigni, ovviamente, ne risentono e se Xinomavro significa “nero acido” un motivo ci sarà. Colore in realtà un po’ spento, poco carico e aranciato, ma in bocca tantissima acidità e tannini non proprio eleganti. Forse manca la maturazione, forse manca l’affinamento, ma il buono dei profumi in questa fase del vino viene azzerato dall’assaggio. Sicuramente da riprovare magari tra qualche anno…

 

Mandilari Plakoura 2012

Azienda: Lyrarakis – Vitigno: Mandilari – Zona: Isola di Creta

Torniamo su un’isola per un vino rosso dallo splendido color rubino con riflessi purpurei, molto speziato al naso con tabacco e cuoio. Un vino che sicuramente può incrociare meglio i gusti internazionali, pur non cedendo a facili dolcezze. L’astringenza dei tannini è ben bilanciata dalla morbidezza, notevole la persistenza in bocca che fa capire – insieme al colore molto giovane – come questo vino possa aspettare e maturare ancora.

 

Anthemis 2005

Azienda: Unione cooperative Samosi – Vitigno: Moscato bianco a piccola bacca – Zona: Isola di Samos

Caratteristiche: vino liquoroso

A Samos il moscato a bacca piccola è praticamente una monocultura, viene allevato in vigne che partono dal livello del mare e arrivano fino a 1000 metri di altezza per poi essere vinificato nelle due cantine attrezzate dell’isola da tutti i produttori locali. Nel caso dell’Anthemis il colore ambrato apre una degustazione improntata ai profumi della frutta secca, fichi in particolare, evidenziati anche dai tre anni di affinamento in botte. Una buona acidità rende vivo il vino nonostante la dolcezza e il corpo molto importanti.

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