Comunicati | 16 maggio 2018 | Fabio Ciarla

DA VULCANEI IL VOLCANIC WINES NETWORK LANCIA I SUOI PROSSIMI OBIETTIVI

Colli Euganei (Padova) – A Vulcanei, il più grande banco di assaggio di vini da suoli vulcanici (Castello di Lispida, 12-14 maggio, Colli Euganei-Padova), il Volcanic Wines network lancia i suoi prossimi obiettivi: diffondere l’uso del marchio, pervenire a una carta dei suoli vulcanici italiani frutto di un lavoro scientifico super partes e potenziare la ricerca sulle caratteristiche dei vini da suolo vulcanico per definirne le peculiarità.

A Vulcanei, il più grande banco di assaggio di vini da suoli vulcanici che ha appena chiuso i battenti, il Volcanic Wines network (VWn) ha rilanciato la sua progettualità. A quasi dieci anni dalla sua nascita il VWn, costituito tra 19 territori di origine vulcanica di tutta Italia e composto da Consorzi di tutela e altri soggetti territoriali – punta a diffondere l’uso del proprio marchio sui “vini dei vulcani”, a pervenire a una carta dei suoli vulcanici italiani convalidata da un pull di Università che rappresenti uno strumento dirimente per l’adesione di nuovi territori e aziende e, infine, a potenziare la ricerca sulle caratteristiche dei vini da suolo vulcanico per definirne le peculiarità.

Questi in sintesi gli obiettivi a breve e medio termine del Volcanic Wines network che i fondatori storici hanno voluto presentare proprio a Vulcanei, organizzato dal Consorzio Vini Colli Euganei in collaborazione con la Strada del Vino dei Colli Euganei e il Consorzio Terme Euganee, perché nell’ultima edizione (Castello di Lispida 12-14 maggio a Monticelli di Monselice-Padova) l’evento ha registrato la presenza record di 72 aziende e oltre 400 etichette provenienti da 18 territori vulcanici tra italiani ed europei con i vini dell’isola greca di Santorini e dei territori ungheresi del Lago Balaton e del Tokaj. Un’offerta che non ha eguali, corroborata da degustazioni di approfondimento e da due master class – sui vini dei vulcani italiani ed esteri e su quelli dei Colli Euganei – tenute da John Szabo, master sommelier canadese massimo esperto di vini vulcanici al mondo e autore del libro “Volcanic Wines, salt, grit and power”.

“Siamo molto felici che Vulcanei sia la manifestazione di riferimento per i vini da suoli vulcanici – ha commentato Marco Calaon, presidente del Consorzio Vini Colli Euganei – e che dal nostro territorio segnato dal vulcanesimo parta una nuova progettualità anche per altre aree di produzione che auspichiamo coinvolga tutti gli stakeholder per uno sviluppo del proprio potenziale in un’ottica più ampia”.

“Il forte potere evocativo dei vulcani si riverbera sui vini e ne sta decretando il successo nazionale e internazionale – ha sottolineato Franco Zanovello, presidente della Strada del Vino dei Colli Euganei e consigliere nel Consorzio. La sempre maggiore curiosità dei consumatori alla ricerca di particolarità nel bicchiere e di racconti nuovi impone al Volcanic Wines network di fare delle scelte per definirli più accuratamente”.

I vini provenienti da terreni vulcanici, per le loro caratteristiche comuni di spiccata sapidità unita a freschezza e alla particolare evoluzione dei precursori d’aroma, sono complessi e longevi. Non facili da approcciare inizialmente, sono “vini gastronomici”, complemento ideale per il cibo.

“Alla luce del grande riscontro di pubblico che questi vini stanno ottenendo – ha spiegato Edoardo Ventimiglia, vicepresidente del Consorzio Bianco di Pitigliano e Sovana – e dell’attenzione di aziende ai confini di territori effettivamente vulcanici che vorrebbero cavalcarne l’onda, ci siamo posti il problema di validare questa appartenenza e ora vogliamo dare solidità al lavoro che abbiamo fatto fin qui in quasi dieci anni. Abbiamo solidi rapporti con geologi e vulcanologi di diverse Università che coinvolgeremo per definire una ‘Carta dei suoli Vulcanici d’Italia’. Un documento frutto di un lavoro scientifico super partes che serva quale riferimento per l’inclusione dei vini in questa categoria. La mappa esistente sulla quale ci siamo orientati finora e che ad oggi riflette i territori inclusi nel nostro gruppo va meglio definita e approfondita. I vini da suolo vulcanico potranno fregiarsi del marchio registrato ‘Volcanic Wines’ non appena ridefiniti i dettagli del suo regolamento d’uso. Peraltro alcune cantine lo utilizzano già per concessione del Consorzio di Soave che ne è proprietario. L’apposizione del marchio su larga scala ci aiuterà eventualmente a finanziare il progetto che comprende, inoltre, la ricerca delle caratteristiche peculiari dei vini dei vulcani. Il lavoro è partito, sono in corso analisi, ma i tempi sono lunghi. Grande ruolo avrà poi la comunicazione dei valori che individueremo e il loro racconto. Presenteremo lo stato dell’arte e i nostri progetti a ViniMilo, il prossimo appuntamento per i vini vulcanici che si svolgerà nella cittadina etnea a inizio settembre”.

“L’altro aspetto molto importante su cui ultimamente abbiamo lavorato a Soave istituendo il Volcanic Wine Park – ha aggiunto Chiara Mattiello del Consorzio Lessini Durello – è quello relativo allo sviluppo del turismo esperenziale per fare proposte integrate perché il turista fruisca completamente del territorio. Siamo pochi, piccoli e definiti e abbiamo da proporre un racconto originale e distintivo di tutto quanto offrono le aree vulcaniche”.

E gli esempi di attrattori in terre di vulcani, accanto all’enoturismo, sono tanti. Termalismo, Parco Regionale e Biodistretto nei Colli Euganei; i basalti colonnari dell’area di Soave in Veneto; le grotte scavate nel tufo di Pitigliano in Toscana, per citarne soltanto alcuni. Un esempio virtuoso in questo senso è quello della Stiria, regione austriaca molto povera che da quando ha “scoperto l’acqua calda”, letteralmente, e ha cambiato il suo nome in Volcanic Land ha costruito un’offerta turistica integrata che ne ha cambiato le sorti economiche.

“La nostra – ha proseguito Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio di Soave fondatore del VWn – continuerà ad essere una ‘rete non codificata di intelligenze’, a cui aderiscono Consorzi, produttori illuminati, istituzioni, che non va cristallizzata con regole che potrebbero frenarla. Ogni realtà deciderà a quali iniziative partecipare, gli eventi da organizzare sul proprio territorio, come è stato fino ad adesso. Siamo stati in rete per quasi dieci anni grazie a questa apertura. Saranno altri soggetti esterni a parlare, promuovere e distribuire i vini dei vulcani italiani, europei e mondiali”.

Il riferimento è al progetto Volcanic Wines International che vuole offrire opportunità di visibilità ai produttori di vino vulcanico di tutto il mondo e che ha organizzato la prima International Volcanic Wine Conference (IVWC) nel marzo scorso a New York.

“Stiamo pensando di creare negli Stati Uniti un wine club dedicato ai vini dei vulcani – ha raccontato John Szabo, organizzatore di Volcanic Wines International – con l’appoggio di importanti piattaforme di vendita on line. Credo – ha detto – che i temi che state affrontando e gli obiettivi che vi prefiggete possano essere interessanti per la seconda International Volcanic Wine Conference che si svolgerà in un’altra importante città degli Usa, come San Francisco o Chicago, oppure in Canada a Montreal o a Toronto. L’Italia si caratterizza per la ricchezza di suoli vulcanici molto diversi, dalle sabbie e lapilli del Vesuvio e Campi Flegrei, al tufo di Pitigliano e Orvieto, alla roccia basaltica dell’Etna o ancora del Soave, per citarne alcuni. A ciò si aggiungono una ricchezza straordinaria di varietà, condizioni climatiche che vanno dal continentale al quasi tropicale e tradizioni vinicole millenarie. Si potrebbe dire che l’Italia sia il Paese più vocato alla produzione di vini vulcanici e sicuramente è il più ricco di diversità”.

La lista delle aziende presenti si trova sul sito www.vulcanei.wine/

www.facebook.com/Vulcanei/

www.instagram.com/vulcanei_wine/?hl=it

 

VULCANEI, IL PIÙ GRANDE BANCO DI ASSAGGIO DI VINI DA SUOLO VULCANICO

Sono state 72 le aziende presenti a Vulcanei, organizzato dal Consorzio Vini Colli Euganei in collaborazione con la Strada del Vino dei Colli Euganei e il Consorzio Terme Euganee, con i loro vini da suoli vulcanici. Un’offerta che non ha eguali e classifica la manifestazione euganea a pieno titolo come il più grande banco di assaggio di vini da suolo vulcanico e non solo in Italia. Protagonisti di Vulcanei – da sabato 12 a lunedì 14 maggio presso il Castello di Lispida a Monselice (PD) – sono stati i Colli Euganei con i loro vini bandiera, dal Fior d’Arancio al Colli Euganei Rosso, e le altre aree vulcaniche italiane, dal Veneto con Soave, Lessini Durello, Colli Berici e Gambellara, all’Italia centrale con Pitigliano dalla Toscana, Frascati dal Lazio, Orvieto dall’Umbria, ma anche la Tuscia, che abbraccia queste tre Regioni. Dal Sud la Campania dal Vesuvio ai Campi Flegrei, dall’Alta Irpinia ad Ischia; la Basilicata con il Vulture e il suo Aglianico; la Sicilia con l’Etna, Lipari e Salina; la Sardegna con Mogoro (Oristano) e Bonnanora (Sassari). Ospiti speciali sono state le etichette dai territori ungheresi del Lago Balaton e del Tokaj e i vini dell’isola greca Santorini.

Oltre alle e oltre 400 etichette numerosissime proposte dalle aziende ai banchi d’assaggio al Castello di Lispida si sono svolte diverse  degustazioni a cura dell’Ais, guidate da Vito Francesco D’Amanti e una di oli extravergine italiani a cura di Antonio Volani dell’AIPO. L’attesa per le master class condotte da John Szabo, ospite dell’edizione 2018 di Vulcanei è stata premiata. Il massimo esperto di vini vulcanici al mondo ha condotto i partecipanti in un viaggio emozionante alla scoperta di come l’imprinting vulcanico si declina nei vari terroir. Domenica 13 è stata la volta delle diverse aree italiane, da nord a sud, dei vini del Lago Balaton e di Tokaj in Ungheria fino a quelli di Santorini, e a due etichette introvabili una proveniente dal Giappone e una da Capoverde. Lunedì 14 – giornata dedicata agli operatori – la master class è stata imperniata completamente sui vini dei Colli Euganei, area vulcanica ospite sita nel cuore del Veneto dove il vino gioca, insieme al termalismo e alle bellezze naturalistiche e culturali, un ruolo di grande importanza.

Ospiti a Vulcanei per approfondire la conoscenza dei vini e della zona sono stati circa 60 enotecari di Vinarius, la prestigiosa Associazione delle Enoteche Italiane che ha attribuito ai Colli Euganei il “Premio al Territorio” 2017.

 

Fonte: Ufficio stampa C.P.

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