Rubriche | 20 giugno 2018 | Australia Report

AustraliaReport/3: Australia loves Italy, commenti e consigli dal sommelier Daniel Marcella (ITA/ENG)

Benvenuti nuovamente su Australia Report, in questo articolo approfondiremo meglio la posizione del vino italiano in Sydney. Vorrei  fornire degli spunti e dettagli importanti su alcune aziende importatrici, inserendo qualche informazione sul metodo di degustazione utilizzato in Australia.

Prima di tutto bisogna dire che l’Australia è una nazione molto grande e che ogni sua grande città ha il suo “trend” e la sua moda nel consumo. dal vestiario al cibo al vino etc.. Avendo trascorso gran parte della mia carrieria a Sydney ovviamente mi concentrerò su questa bellissima città. Sydney vive molto sulle mode del momento, in particolare quando si parla di cibo e vino, ecco perché molti locali hanno enorme successo per i primi anni di vita e poi pian piano le persone si spostano verso le nuove tendenze. Anche il mondo del vino ha i suoi alti e bassi ma fortunatamente per l’Italia ora è il nostro momento! Dal mio primo arrivo in Australia ad oggi ho notato un veloce e progressivo avvicinamento delle persone alla cultura italiana. È vero comunque che l’Australia ha una grandissima comunità italiana, ma è come se oggi essere italiano sia diventato di moda.

Io come Primo Sommelier di un ristorante aperto da 31 anni ho potuto consocere, attraverso racconti ed esperienze personali, quanto le persone amino sentirsi italiani: comprano case nel nostro bel paese, bevono italiano, mangiano italiano e molti imparano l’italiano! Questo piccolo articolo vuole dimostrare non solo un grande orgoglio per il mio Paese ma, se possibile, dare un aiuto o una piccola spinta ai produttori vinicoli italiani per cercare un mercato all’ interno dell’Australia. In particolar modo ho potuto vedere personalmente questa voglia di conoscenza sui grandi vini italiani. All’incirca quattro anni fa c’era una grande voglia di bere toscano, mentre oggi molta gente richiede sempre di più vini piemontesi. Putroppo in tutte le belle storie c’è sempre un MA. In questo caso tutto quello che arriva dall’Italia non solo deve piacere, ma bisogna anche educare il consumatore per non creare spiacevoli disagi. Oggi ad esempio posso godere della mia carta vini con grandi Barolo e tantissimi Cru del Barolo e Barbaresco, che accuratamente spiego nel dettaglio ai miei clienti per non creare confusione. Dobbiamo essere tutti partecipi nel trasmettere correttamente la nostra cultura.

Recentemente ho partecipato ad un festival italiano sul mondo del vino e, con molto piacere, ho notato una grande partecipazione degli australiani. Come sempre i banchi di Amarone, Barolo e Brunello erano colmi, ma molta gente era presente anche davanti ai vini di Romagna, Campania e Calabria. Cito alcune delle aziende importatrici presenti (Enoteca Sileno, 12 Bottles, Godot Wines, Enoteca Sydney) e le invito a creare un “link”, un collegamento tra i produttori e possibili acquirenti.

Vorrei anche fare il punto sul metodo di giudizio del vino e sui parametric utilizzati. Molti professionisti del mercato australiano hanno un passato di scuole come WSET e CMS. Tutte e due le associazioni hanno un metodo degustativo che coinvolge i nostri sensi per punteggi, allo scopo di completare un esame deduttivo del vino di fronte a noi, anche se molto schematico e poco descrittivo. Poichè il nostro vino viene esaminato schematicamente perde la sua poesia, ma è importante conoscere questa regola per poter vendere i nostri prodotti all’estero, e comunicare con un pubblico diverso.

Concludo questa terza puntata di AustraliaReport rinnovando la mia disponibilità a dare informazioni o aiutare aziende intaliane interessate ad intrapredere la strada dell’export verso l’Australia.

Daniel Marcella

AustraliaReport/1

AustraliaReport/2


 

Welcome back, in this article I would like to go in deeper details explaining better the position of the Italian wines in Sydney and I would like to share important information in regards company that import Italian wines in Australia; also I would like to explain how the people taste the wine.

First thing we need to clarify that Australia is a huge country and every city follow a different trend and fashion about clothes, food, wine, etc. But because I spent most of my time in Sydney I feel like to explain only what happening in this city. Sydney it is very trendy and all the populations like to follow the new waves, that’s why most of the business are very popular the first years and then disappears. Even the wine world has fashion and trends but we are like enough to consider this period as the Italian wave! Since my first arrival in Sydney I saw a slow but progressive development of the Italian cultures in food and wines. As Head Sommelier of an Italian restaurant opened 31 years ago I can tell through personal experience and collecting feedback that many people feel like very close to the Italian culture and many people want to be Italian, that’s why the buy houses in Italy, go in Italy for holiday etc. all of this get me very proud of my beautiful country but also let me think now is the best moment for us to export the quality of our country. In all of this we need to consider the education as an important process, because we have to transfer the right message to our customer in order to not create monster like the Garlic bread. I would like also say that now many people appreciate more the Piemonte wines when before the Tuscans wines were the protagonist of many wines lists. Recently I participated to an Italian festival of wine and I was amused to see many people around the tables of “minor wines producer” from Italy like Romagna, Campania and Calabria.

My articles have also the intentions to create a link between the produce and the importers that’s why I feel like to mention some of them like Enoteca Sileno, 12 Bottles, Godot Wines, Enoteca Sydney. I like to consider also very important the way that professional people approach the wines based on CMS and WSET panel tasting. A system that is much more schematic but important in order to understand the way we should explain our wines to foreign professional trade people.

I would like to conclude to invite any producers interest to this market to contact some importers or contact me directly for further information.

Daniel Marcella

AustraliaReport/1

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