Rubriche | 12 agosto 2018 | Fabio Ciarla

A Castiglione in Teverina ci si diverte e si impara con la XXXV Festa del Vino

Arrivi al MUVIS, mangi alla “Locanda della Banda” e poi fai un salto prima alla “Piazzetta dello Sport” e poi alla “Piazzetta delle Scimmie“, tornerai contento. In parole povere andare alla Festa del Vino dei Colli del Tevere di Castiglione in Teverina, quest’anno era la XXXV edizione, può riservare diverse sorprese, alcune molto interessanti.


Il MUVIS, per capirci meglio, è il Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari, un piccolo gioiello incastonato in un borgo bellissimo a metà tra Viterbo e Todi, ultimo comune del Lazio – da quella parte – prima di entrare in terra umbra. Ovviamente, andando ad est dopo pochi chilometri si arriverebbe in Toscana, ma questo è il bello di questa specie di propaggine della nostra regione che va a insinuarsi in un territorio che storicamente è bene definire per intero come Tuscia (a tale proposito pregevole il lavoro di Carlo Zucchetti con olio e vino di questa area).

La “Locanda della Banda” è invece uno dei punti ristoro di questa festa di paese tra le più belle e partecipate del Lazio, il più grande tra quelli presenti e con una spiccata predilezione, dicono, per i piatti di pesce. Le piazze invece sono nel fitto dei vicoli del centro storico del borgo, quello non carrabile, un saliscendi di stradine e scalinate molto suggestivo, completamente illuminato e vivo nei giorni della festa.

L’apertura è da sempre il primo mercoledì di agosto, quest’anno proprio l’1, per finire poi la domenica sera. Stand autogestiti con vino e cibo, tanta passione e impegno sociale, musica e spettacoli dal vino e chi più ne ha, più ne metta. Il tutto, da un paio di anni, è arricchito anche da un’iniziativa della Fisar Viterbo che affianca alla fruizione più libera e liberatoria anche un momento di approfondimento organizzato. Parlo dellea Rassegna SAPORI diVINI, ovvero le cene organizzate secondo lo schema di abbinamento cibo/vino conprotagoniste le etichette del territorio. Un’idea interessante, che ho avuto il piacere di vivere da dentro essendo stato chiamato, da relatore Fisar appunto, a guidare la prima delle serate previste, abbinando la cucina di carne con i vini di aziende come Papalino, Doganieri Myazaky, Madonna delle Macchie, Tenuta La Pazzaglia e Bottaccio. Un insieme di vini diversi, si andava dal Grechetto al Viognier per i bianchi e dall’Aleatico al classico uvaggio bordolese per i rossi, ma tutti significativi. L’abbinamento è stato realizzando “provando” più vini con la stessa pietanza, stimolando così il pubblico a percepire l’effettiva rispondenza di alcune regole di base della tecnica di accostamento. Il pubblico ha risposto bene, così come anchenelle sere successive, dimostrando di apprezzare anche il momento più serio e tranquillo di una festa notoriamente rumorosa, tenutosi nella sala conferenze del MUVIS.

Unico rimpianto quello di non aver visto nel panel le etichette di un’azienda storica e di pregio come Trappolini, a quanto pare a causa di problematiche interne ancora da definire. Senza entrare nel merito della questione, di cui so poco o nulla, mi sento solo di dire che i vini Trappolini sono un riferimento per questa area (e mi piaccino anche molto), quindi spero arrivino presto notizie positive sul loro futuro.

La Festa è finita domenica 5 agosto, quindi potete cominciare a segnarvi le date dell’edizione XXXVI, ovvero da mercoledì 7 a domenica 11!

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